Polis cristiana e bene comune
Associazione culturale e politica
Luigi Paghera (+39) 331 8138666
Luigi Paghera (+39) 331 8138666
L’associazione “POLIS CRISTIANA E BENE COMUNE” è composta da un gruppo di persone che si riferiscono ad una politica ispirata ai valori cristiani e hanno il dovere spirituale e morale di muoversi entro un preciso orizzonte di valore, che sia riferimento per tutte le scelte che ne animano l’azione nella città degli uomini.
E tutto questo attraverso un progetto, organico, serio e responsabile, orientato solo al bene comune della persona e della comunità.
Mossi da questa attenzione, pongono al centro i seguenti capisaldi:
- Centralità della persona e della comunità nel contesto della valorizzazione di una vera sussidiarietà orizzontale e verticale, che parte dal presupposto che non è la comunità di vita per lo Stato, ma quest’ultimo per la persona. La politica non si permetta di fare, con mentalità di controllo e di orientamento del consenso, ciò che la base nei territori può svolgere con migliore qualità e isparmio economico;
- Difesa e promozione della vita sempre nel contesto della visione cristiana. La minaccia che c’è su vari fronti, sia europei che nazionali e regionali, atta a sminuire il valore della vita umana dal concepimento (con l’aborto) fino ad arrivare alla morte (con l’eutanasia) è da combattere sia a livello culturale che politico, attraverso azioni di sensibilizzazione e concreta azione politica;
- Economia della responsabilità e della libertà, entro un contesto di valorizzazione del rapporto equilibrato tra mercato e giustizia sociale. È del tutto evidente, invece, che la visione ideologica della sinistra scambia la programmazione, che deve servire il bene comune, con una pretesa invasiva e irrazionale;
- Politiche per i giovani: in una realtà locale di piccole dimensioni, l’obiettivo è sviluppare politiche che mettano al centro la persona, la famiglia e la comunità, favorendo uno sviluppo equilibrato e responsabile dei giovani.
I giovani vengono considerati non solo destinatari, ma protagonisti attivi della vita sociale. In quest’ottica, si punta a rafforzare il ruolo educativo della famiglia, promuovere un’educazione integrale che unisca formazione professionale e crescita umana, e sostenere l’accesso a un lavoro dignitoso valorizzando le risorse del territorio, come artigianato e imprese locali.
Grande attenzione è dedicata anche alla promozione del volontariato e dell’impegno sociale, come strumenti di partecipazione e solidarietà, così come alla creazione di spazi di aggregazione sani che contrastino isolamento e disagio. Fondamentale è inoltre l’educazione ai valori della responsabilità, della legalità e del servizio alla comunità.
Nel complesso, la proposta mira a costruire una comunità accogliente, in cui ogni giovane sia sostenuto e chiamato a contribuire attivamente allo sviluppo del territorio. Il principio guida è che il futuro della società dipende da tutti, e quindi anche dai giovani, e i giovani hanno bisogno di valori solidi per crescere. - La famiglia deve essere al centro della società locale e nazionale, sia come culla della vita che come strumento educativo insostituibile. E’ all’interno della famiglia che la persona cresce, impara la responsabilità, la solidarietà e il senso del bene comune. Per questo è necessario orientare le politiche pubbliche a suo sostegno, attraverso una rimodulazione equa della fiscalità e delle prestazioni sociali, capace di valorizzarne il ruolo sociale. Particolare attenzione va riservata alle famiglie che si prendono cura degli anziani: esse devono essere sostenute concretamente, anche con incentivi economici e servizi adeguati, affinché possano garantire ai propri cari la possibilità di rimanere nella propria casa, luogo di memoria, affetti e dignità. L’istituzionalizzazione nelle strutture assistenziali (che vogliamo siano situate al centro della città e non in periferia dove si aggiunge un isolamento urbanistico) deve essere una scelta residuale, evitando che gli anziani
vengano privati del legame con la propria famiglia e comunità. Solo così si costruisce una società più umana, solidale e coerente con i valori cristiani. - La prima organizzazione sociale, dopo la famiglia, è il Comune, dove si nasce, si cresce e dove maturano le nostre relazioni e competenze. Don Luigi Sturzo ci ammaestrò in questa proposta di civile e democratica convivenza. L’aspirazione al bene comune richiede di iniziare l’impegno civile nei nostri comuni e nelle nostre regioni, di concorrere allo sviluppo di essi, preservandoli dalle mafie e dalla corruzione, permettendo ai giovani di crescervi in sicurezza. Un esempio di ciò è la
nostra Toscana, è la terra delle botteghe artigiane, delle piccole e medie imprese e delle innovazioni, che, tutte assieme, sono le garanzie della crescita economica, del commercio, ai fini del bene comune, nel rispetto della libertà economica e della democrazia, che sono le basi vitali dei territori. - La “salute e il sociale”: il paziente in cura è innanzitutto una persona, che, come tale, ha diritto ad essere seguito in un contesto che lo consideri nella sua interezza ed umanità, a partire dal territorio in cui si sviluppa la vita delle persone. E questo vale a maggior ragione per alcuni settori, che fanno emergere nuove povertà e rischi, legati a dipendenze molto gravi come ad esempio droghe, ludopatie, bullismo.
- Politica europea ed internazionale: crediamo in un’Europa che debba riappropriarsi delle proprie radici giudaico-cristiane, soprattutto in relazione alla visione spirituale ed antropologica della storia. Per questo crediamo che il nostro continente debba tornare all’ispirazione originaria in cui unione economica e politica portino a reale compimento l’unione dei popoli europei e non solo delle burocrazie.
Siamo fautori di una politica internazionale che si muova nel solco della collaborazione e della diplomazia, nel mantenimento del grande e condiviso valore universale della pace. E tutto questo nel rispetto dei presupposti del diritto internazionale, atto a mantenere in tutte le aree del mondo libertà e giustizia. - Il Bello come bene comune: crediamo il Bello una dimensione essenziale della vita comunitaria, uno strumento capace di educare, unire le persone e generare speranza.
La proposta si traduce nella valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico locale, nella promozione di uno sviluppo urbanistico armonioso e rispettoso dell’identità storica, e nell’introduzione di percorsi educativi che sviluppino il senso estetico, la cura e il rispetto, soprattutto nelle scuole.
Il Bello viene inteso come un linguaggio condiviso che trasmette valori, rafforza il senso di appartenenza e orienta la comunità verso il bene comune. Infine, esso si esprime anche nelle relazioni umane, che devono essere autentiche e fondate sulla dignità della persona, contribuendo a rendere la comunità più viva e coesa.